domenica 19 aprile 2015

Cosa cercano donne e uomini in hotel, uno studio svela le risposte

Che uomini e donne abbiano gusti differenti lo si sapeva e a conferma di ciò arriva anche uno studio, che mostra su quali elementi si basi la scelta della sistemazione ideale in vista di una vacanza.
L'agenzia di viaggi britannica sunshine.co.uk, riporta TravelDailyNews, ha intervistato oltre 1700 clienti, rilevando una sensibilità decisamente in linea con i luoghi comuni, più materialista e volta alla comodità quella degli uomini e decisamente più incline al romanticismo e alla raffinatezza quella delle donne.
Per il 76 per cento dei primi, infatti, sembra essere l'aria condizionata l'elemento immancabile in camera, seguito da un grande schermo televisivo, per il 61 per cento; balcone o terrazza (34 per cento) e pulizia giornaliera (27 per cento).
Sembra prediligere la vista mare, invece, l'85 per cento delle viaggiatrici, la cui attenzione volge anche alla vasca da bagno - possibilmente 'con i piedi' in stile '800 - (59 per cento); a letti confortevoli e dal design raffinato (56 per cento); oltre che alla pulizia (51 per cento) e ad accessori da bagno (38 per cento).
Sul piano della spesa, le donne sembrano anche rivelarsi meno parsimoniose, disposte a raggiungere 165 sterline a notte, contro le 55 sterline della controparte.
Fonte: TTGItalia

mercoledì 8 aprile 2015

Hotel, le quattro sfide del futuro

Entro il 2016 il fatturato alberghiero globale raggiungerà il mezzo triliardo di dollari: occupazione e tariffe medie sono in crescita un po’ ovunque, lasciando prevedere un futuro di sviluppo per il settore.
Tuttavia, i numeri sono solo una parte dello scenario: l’hotellerie sta attraversando un periodo di grande trasformazione che la porterà, fra non molti anni, a essere diversa da come la conosciamo ora.
A cambiarne le dinamiche, spiega Event Report, sono le tecnologie digitali e la forte competizione, che hanno messo il mercato nelle mani del consumatore-ospite, il quale a sua volta sta modificando i propri gusti e comportamenti di acquisto.
Secondo il network globale di consulenza Grant Thornton, l’hotellerie deve affrontare alcune questioni cruciali: come attrarre gli ospiti business e leisure del futuro, come competere nel mondo digitale e come disegnare il prossimo modello di business. Le risposte, o perlomeno alcune ipotesi, sono contenute nel report 'Hotels 2020', in cui Grant Thornton analizza le principali sfide e opportunità per l’industria alberghiera rispetto a 4 grandi temi che ne determineranno il business futuro.        1. La personalizzazione
È la chiave di accesso al mercato dei prossimi anni. Clienti sempre più 'digitalizzati' si aspettano servizi sempre più personalizzati, e la capacità degli alberghi di fornirli diverrà determinante.
La personalizzazione passa attraverso smartphone e dispositivi mobili, un ambito in cui, secondo il report, l’industria alberghiera è ancora molto indietro rispetto ad altri settori (basti pensare a quello bancario o a quello dei trasporti).
L’hotellerie dovrà ricorrere alle tecnologie mobili per offrire agli ospiti un’esperienza personalizzata non solo dell’albergo, ma anche della destinazione.
2. Trasformare i dati in informazioni
Il 90 per cento delle aziende in tutti i settori merceologici ritiene che l’analisi dei dati digitali ridefinirà nei prossimi anni i loro processi di business: anche in questo campo, sostiene Grant Thornton, l’hotellerie è ancora indietro e non sembra pronta ad affrontare l’era del data analytics.
Come quasi tutte le altre industrie, anche quella alberghiera dovrà utilizzare i Big Data per definire le strategie di marketing, distribuzione e pricing nonché, come già detto, per personalizzare il servizio.
3. Valorizzare il brand in modo nuovo
Il processo di prenotazione sul web, attraverso le agenzie online o i motori di ricerca e comparazione prezzi, ha notevolmente ridotto la rilevanza del brand alberghiero, molto meno visibile oggi di quanto fosse un tempo.
Affinché il brand continui a essere un asset spendibile sul mercato, gli alberghi devono oggi valorizzarlo in modo nuovo. Il report cita un dato interessante: nel 2014 nessuna marca alberghiera figurava nella classifica stilata da Forbes dei 100 brand del mondo a maggior valore economico.
La strada suggerita da Grant Thornton è quella di generare valore per il brand attraverso contenuti utili per i clienti. Per esempio, la catena CitizenM produce una propria pubblicazione online di lifestyle, la CitizenMag: gli utenti ne condividono i contenuti sui social network, dando spazio, visibilità e credibilità al brand.
4. Ripensare il modello di business
Molti alberghi stanno ignorando la 'minaccia' della sharing economy, posta loro in particolare da Airbnb e piattaforme simili, che rappresentano una rottura sostanziale con il modello di business alberghiero come concepito finora.
Il fenomeno, dice Grant Thornton, sarà sicuramente regolamentato nei prossimi anni, ma con norme diverse in ogni Paese e non necessariamente così stringenti da fiaccarlo. Inoltre, la proposizione di Airbnb (e simili, che in futuro fioriranno numerosi) è destinata essa stessa a evolversi: già oggi la piattaforma indica che introdurrà servizi aggiuntivi da scegliere attraverso mobile (per i clienti business, oppure servizi di pulizia e rassetto della camera).
Cosa possono fare gli alberghi? Smettere di piangere e innovare. Un esempio? Airbnb non ha alcun controllo sulle dotazioni delle camere che vende. Gli alberghi sì, e potrebbero potenziarle o introdurre nuovi servizi che attraggano i clienti.
Fonte: Event Report

martedì 7 aprile 2015

A PASQUA 85,1% ITALIANI SENZA VACANZE

“Segnano tempo instabile le previsioni sul movimento turistico degli italiani”. È questo il commento delPresidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei dati previsionali sulle vacanze di Pasqua degli italiani.

“Infatti -rimarca Bocca- addirittura l’85,1% di italiani, pari a circa 51 milioni di persone, non si muoveranno di casa per il periodo pasquale, evidenziando tra i motivi della non-vacanza fondamentalmente quellieconomici (49,4% dei casi), seguiti dai motivi famigliari (21,9%) e da motivi di salute (17,1%).
“Quanto poi alla struttura ricettiva prescelta -sottolinea il Presidente degli albergatori italiani- quei 9 milioni di connazionali che potranno permettersi un breve periodo di vacanze, per quasi il 50%opteranno tra la casa di parenti o amici e la casa di proprietà, rendendo ancor più esiguo il reale movimento turistico in grado di generare giro d’affari ed animare l’economia.

“Per un risultato finale -conclude Bocca- che deve far riflettere attentamente Governo e Parlamento ai quali chiediamo l’adozione di misure straordinarie quali un alleggerimento della pressione fiscale e degli altri costi che gravano sul sistema ricettivo ed una revisione degli incentivi per chi crea lavoro, in quanto il contratto a tutele crescenti può andar bene per le imprese che hanno una domanda ‘piatta’, ma è di fattoinapplicabile per il turismo interessato da notevoli fluttuazioni della domanda che impongono il ricorso principalmente a contratti a tempo determinato”.

LE VACANZE DI PASQUA 2015
L’indagine è stata effettuata dall’Istituto ACS Marketing Solutions dal 23 al 27 marzo intervistando con il sistema C.A.T.I. un campione di 3.001 italiani maggiorenni rappresentativo di oltre 50 milioni di connazionali maggiorenni.
I dati di quest’anno sono incomparabili con quelli dell’anno scorso in quanto la Pasqua 2014 si ‘fuse’ ai dati del ‘ponte’ del 25 aprile.
Saranno circa 9,05 milioni gli italiani, tra maggiorenni e minorenni (pari al 14,9% della popolazione) che si muoveranno da domani fino a Pasquetta per un periodo di vacanza.
Le mete preferite, per l’81% degli italiani che rimarranno nel Bel Paese, saranno il mare (30,5% della domanda rispetto), le località d’arte maggiori e minori (26,2%), la montagna (24,3%), i laghi (4,5% e lelocalità termali e del benessere (2,5%).
Per il 17% di chi andrà all’estero le grandi capitali europee assorbiranno il 69,7% della domanda, seguito dall’11,7% delle località marine e crociere.
La permanenza media si attesterà sulle 3,4 notti con una spesa media pari a 340 Euro con un dettaglio di 271 Euro per chi resterà in Italia e di 605 Euro per chi andrà all’estero, risultato che genererà un giro d’affari di circa 3,08 miliardi di Euro.
La struttura ricettiva preferita, inoltre, sarà per il 32,4% la casa di parenti o amici, seguita dall’albergo (26,9%), dalla casa di proprietà (15%), dai B/B (6,4%) e dall’appartamento in affitto (4,2%).
Tra l’85,1% di italiani che invece non si muoveranno di casa per il periodo pasquale, i motivi della non-vacanza saranno fondamentalmente legati a motivi economici (49,4% dei casi), motivi famigliari (21,9%), o motivi di salute (17,1%).

Fonte: Federalberghi