venerdì 9 novembre 2018

Viaggi, il futuro in 5 punti La profezia di Travelport


La vendita dei viaggi cambierà presto. O meglio, sta già cambiando. La tecnologia ha ormai pervaso tutte le fasi dell’acquisto, senza distinzione tra canali online e offline. La mutazione è in atto e, tra non molto tempo, l’esperienza di viaggio sarà completamente diversa; e questo per 5 motivi, riconducibili ad altrettante innovazioni. Mike Croucher, chief architect di Travelport, ha raccontato la rivoluzione digitale dei viaggi alla platea di oltre 200 business leader che hanno preso parte a Travelport Live.
Il manager è partito da un’idea di base: “L’intera nozione di ciò che i viaggiatori iperconnessi di oggi vogliono e apprezzano è cambiata”. L’avanzata di business model come quelli di Uber e Airbnb lo dimostra: il prezzo ha ancora una sua importanza, ma l’esperienza, anche quella di acquisto. Ma questo non vuol dire che la vendita offline debba restare fuori dai giochi: ci sono 5 tecnologie che stanno lavorando per offrire “più di un semplice viaggio”. E che possono permettere il passaggio a una “distribuzione 4.0”, la nuova era della vendita dei viaggi.
1 - L’Internet of Things: Ormai non solo le persone sono connesse al web, ma anche gli oggetti: è l’Internet of Things. Una rivoluzione che si sta affermando rapidamente, visto che le previsioni sono di 26,6 miliardi di dispositivi connessi a livello mondiale entro il prossimo anno. Un’opportunità enorme per il turismo: la connessione permanente potrebbe consentire al viaggiatore di impostare la temperatura della camera d’albergo prima ancora di arrivarci, o prenotare il servizio in camera. O ancora avere informazioni in tempo reale sullo stato di un volo.
2 – Mobile: “Il 33Þi viaggiatori - spiega Croucher - prenota i propri viaggi su un dispositivo mobile; inoltre il 62% afferma che le carte d’imbarco digitali e gli e-ticket rendono il viaggio molto più semplice”. Lo smartphone ormai, spiega il manager, è un compagno di viaggio personale. Che può anche personalizzare le offerte e i servizi. Ma, per farlo al meglio, ha bisogno di qualcos’altro: la terza tecnologia di questo elenco.
3 - Intelligenza artificiale: Croucher non esita a definire l’intelligenza artificiale come il “golden ticket” in grado di aprire le porte dell’esperienza personalizzata. Soprattutto perché è in grado di predire e ‘indovinare’ le esigenze dell’utente. Per le imprese, significa smettere di essere reattivi e iniziare ad essere proattivi, suggerendo al cliente il momento migliore per prenotare un viaggio, un hotel o un volo.
4 - Big Data: L’analisi predittiva ha però bisogno di qualcos’altro: una grande mole di dati. Ovvero, i famosi big data. Una buona notizia, dal momento che “secondo Ibm, il 90% di tutti i dati è stato creato negli ultimi due anni”. Ciò che serve è l’accesso alle informazioni e una grande potenza di calcolo per poterli elaborare. E iniziare a intuire le mosse dei viaggiatori prima dei viaggiatori stessi.
5 - Cloud Computing: Anche l’ultimo punto è strettamente connesso ai precedenti: le grandi quantità di dati devono essere accessibili. E questo è possibile con il cloud computing, ovvero “la colla che tiene insieme il settore dei viaggi”, come la definisce Croucher, perché consente di spostare dati e contenuti con facilità.
Fonte: TTG Italia

lunedì 29 ottobre 2018

Marriott e Samsung progettano la camera d’albergo del futuro: sarà interattiva e azionata dall’internet delle cose

Si chiama IoT Guestoom Lab e ha il compito di creare la camera d’albergo intelligente, in grado di venire incontro alle esigenze dei clienti rispondendo ai loro comandi. È il laboratorio promosso dall'Innovation Lab di Marriott per sperimentare idee con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dell’ospite.

Il gruppo alberghiero si avvale della collaborazione di due aziende quali Samsung e Legrand per lanciare la camera d’albergo IoT (Internet delle Cose), dotata di sistemi responsive che riescono a comunicare tra loro per migliorare il servizio. “Puntiamo sulla tecnologia mobile e voice-enabled per permettere ai nostri ospiti di prenotare la camera più vicina ai loro desideri” spiega Stephanie Linnartz, global chief commercial officer di Marriott International, “anche ricreando un ambiente di relax o che consenta la massima produttività per coloro che viaggiano per lavoro”.

La tecnologia dell’IoT Guestroom Lab, riporta TTGitalia.com, consente per esempio all’utente di richiedere un’assistenza virtuale per avere una sveglia, per seguire una lezione di yoga attraverso uno specchio interattivo, per richiedere ulteriori servizi di pulizie o per personalizzare la temperatura della doccia dal proprio profilo cliente, il tutto attraverso comando vocale o app.

Superati i tre mesi di sperimentazione Marriott, Samsung e Legrand analizzeranno i feedback per continuare sulla strada dell’innovazione con la tecnologia IoT. I consumatori inizieranno a vedere elementi di tecnologia innovativa nelle camere degli alberghi nel corso dei prossimi cinque anni.
Fonte: Even Report