sabato 24 gennaio 2015

Gite, ora le scuole non pagano più l'Iva

Si chiama 'split payment', è entrato in vigore dal primo gennaio di quest'anno (ma attende ancora il decreto attuativo, che dovrebbe essere rilasciato in questi giorni) e potrebbe rivoluzionare i rapporti tra aziende e pubblica amministrazione, scuole comprese.
Secondo il meccanismo (previsto dalla legge di stabilità 2015), i soggetti pubblici non pagheranno l'Iva alle imprese, ma la verseranno direttamente all'erario. Se dal punto di vista del bilancio delle aziende non cambierà molto, le ripercussioni maggiori saranno sul flusso di cassa, dal momento che l'imposta sul valore aggiunto non transiterà più dai conti correnti delle società.


Nel caso delle agenzie di viaggi, le conseguenze più immediate saranno nel settore delle gite scolastiche e, anche se le associazioni di categoria del turismo non si sono espresse in materia, in altri settori più coinvolti nelle vicende con la Pa c'è già stata la levata di scudi.

Per i dettagli, bisognerà attendere il decreto attuativo. Ma, come dimostrano i social network, il dibattito tra le agenzie di viaggi è iniziato. Con una domanda fondamentale: conviene ancora occuparsi di turismo scolastico?

Fonte: TTGItalia

giovedì 22 gennaio 2015

Novità nel turismo fra network e distribuzione

Conquistare le agenzie di viaggi. Sembrerebbe essere questo il trend del 2015, a giudicare da queste prime settimane. Se lo scorso anno ha visto il rafforzamento dei programmi di fidelizzazione dei tour operator nei confronti dei dettaglianti, ora sulla scacchiera è la stessa distribuzione a fare la sua mossa. 

Con la nascita di due nuovi network, annunciati a pochi giorni di distanza.

È stato creato appositamente in ottica Expo 'Italy Incoming Terramica', progetto che vede alla presidenzaGian Battista Merigo (titolare dell'agenzia Amerigo Viaggi a Brescia). L'idea conferma una tendenza in atto ormai da qualche tempo: la crescita di interesse da parte dei dettaglianti per il turismo inbound, anche a seguito delle difficoltà del mondo outgoing in Italia. Il network nasce infatti con vocazione unicamente incoming. I servizi offerti sono orientati in questo senso: dalla traduzione dei programmi di viaggio alla spedizione di newsletter sui principali mercati di riferimento. Italy Incoming Terramica, inoltre, garantisce ai propri affiliati anche la fornitura dei biglietti per l'Expo 2015.
È nato invece all'insegna del 'lavoro di gruppo' Suend, la nuova realtà che ha avviato una campagna affiliazioni. Il network si propone di offrire un business model non centralizzato, ma basato sul 'fare rete'. Il progetto si rivolge sia alle nuove agenzie sia alle realtà già consolidate.
Aumenta così l'offerta per i dettaglianti italiani: i network, nella Penisola, sono ormai una realtà da cui non si può prescindere. Ma la distribuzione organizzata sta anche attraversando una fase di profondi cambiamenti. E la nascita di nuovi soggetti conferma questo trend.
I competitor che si contendono le agenzie sono sempre di più: alle reti 'storiche' (che, comunque, stanno rivedendo le loro strategie per restare al passo con i tempi) si aggiungono i piani dei t.o. per selezionare agenzie partner. E, ora, arrivano anche le new entry. Ora, la parola passa al mercato.
Altro dato interessante: i nuovi ingressi nel mercato delle vacanze coinvolgono aziende che non si occupano strettamente di turismo, ma piuttosto di ecommerce a tutto campo.
Sul fronte asiatico, a fare la sua mossa è il colosso Alibaba (chiamato anche l'Amazon cinese), che è sceso in campo con il suo Alitrip, e il lancio da parte di Google di Travel&Tourism, un incrocio tra un motore di ricerca e un 'maggiordomo online' per la preparazione del viaggio.
Ma non basta: è di pochi mesi fa la notizia che Amazon ha effettuato il suo sbarco nel mondo del turismo, con un servizio di prenotazioni alberghiere. Primo Paese coinvolto, gli Stati Uniti.

Sale la febbre dei viaggi nel retail. Un'avanzata che riguarda soprattutto i grandi dell'ecommerce, che sembrano sempre più interessati alla vendita di vacanze. Il fenomeno testimonia da un lato come il mercato dei viaggi abbia ancora spazi di crescita. Ma, dall'altro, crea nuovi competitor per le agenzie di viaggi, già alle prese con una  concorrenza serrata.

Fonte: TTGItalia

martedì 13 gennaio 2015

Receptionist virtuale: gli hotel guardano al futuro

Al posto del bancone intorno a cui girava il mondo dei grandi alberghi, un grande schermo dentro al quale 'prende vita' la receptionist virtuale pronta ad accogliere gli ospiti e dare loro indicazioni e suggerimenti. Solo una suggestione, per il momento, ma non così lontana dalla realtà vista l'evoluzione delle tecnologie che potrebbe presto coinvolgere anche le figure professionali legate al turismo. Per non farsi trovare impreparati, Ciset-Ca' Foscari e Confcommercio Veneto hanno realizzato il progetto 'Fare rete per competere. Giovani al lavoro con meno giovani' finanziato con fondi europei e partito nelle scorse settimane. 
L'iniziativa coinvolge oltre 300 persone tra dipendenti junior e senior delle imprese turistiche venete, formatori e dirigenti di Esac, giovani disoccupati e imprenditori del settore. A loro saranno rivolti training di formazione che riguarderanno anche le nuove tecnologie e la loro applicazione nel settore turistico. 

mercoledì 7 gennaio 2015

Il 2014 positivo per gli albergatori italiani, nel 2015 prioritario il marketing sui mercati esteri

Nonostante i timori iniziali, l’anno che sta per concludersi è stato positivo per buona parte degli albergatori italiani, fiduciosi anche per il 2015. Un ottimismo diffuso che li spinge a implementare gli investimenti per le attività di promocommercializzazione.

Il dato emerge dalla survey condotta dal portale di prenotazione alberghiere Trivago coinvolgendo 1.800 albergatori italiani tra proprietari di hotel (soprattutto 3 a 4 stelle) e gestori di b&b situati soprattutto in Toscana, Veneto, Lazio, Lombardia, Sicilia e Campania.

Secondo la ricerca, il fatturato del 2014 è stato leggermente superiore a quello del 2013 per il 31% e nettamente migliore per il 12% degli intervistati. Quasi la metà degli albergatori può ritenersi soddisfatto. La buona performance non è stata raggiunta da tutti. Il 27% degli albergatori, infatti, prevede di chiudere il 2014 senza variazioni rispetto all’anno precedente (elemento che in tempo di crisi può essere letto positivamente) mentre il 9,2% ritiene che quest’anno il fatturato sia decisamente peggiore di quello del 2013.

Chiamati a fare previsioni per il 2015, quasi la metà degli albergatori (il 42%) è pronto a dichiarare che l’anno nuovo sarà leggermente migliore del 2014 e il 12% si spinge oltre, ritenendolo decisamente migliore. Il 34%, invece, non ipotizza variazioni di fatturato.

Per raggiungere gli obiettivi, il 65% punterà sulle attività di marketing. Le azioni in cui ci saranno i maggiori investimenti sono: migliorare il sito della struttura e il booking engine integrato (47%) e potenziare l’online marketing (17%) con email marketing, ottimizzazione del posizionamento dei siti sui motori di ricerca e utilizzo dei social media.

Uno degli scopi principali delle azioni di marketing sarà quello della promozione sui mercati esteri, ritenuta prioritaria dal 76% degli albergatori. I mercati su cui si concentreranno le attività di promocommercilizzazione sono, in ordine: GermaniaStati UnitiRussia, Regno Unito, Francia, Cina, Austria e Spagna.

Indagine Enit, l’Italia tiene e si prepara ad un buon 2015

Bandiera italianaSecondo quanto riferisce l’Ansa, l’indagine condotta dall’Enit sui tour operator operanti nell’ambito dei principali mercati dell’incoming italiano sottolinea una generale tenuta dell’Italia sui mercati internazionali con un andamento positivo per il periodo delle feste di fine anno, in particolare per città d’arte e località montane, e buone prospettive per il 2015. In Europa, la Germania fa registrare un clima ottimistico sul Natale, in Austria le prenotazioni sembrano privilegiare il Capodanno, il trend è stabile in Svizzera. Nei Paesi Bassi le vendite sono in aumento, e dato il periodo sono maggiormente rivolte alle vacanze in montagna rispetto a quelle culturali. Tour operator inglesi, francesi e spagnoli registrano un trend di vendite positivo. I tour operator svedesi mettono a segno un +3%, quelli danesi un +5%, quelli norvegesi un +12% di vendite, che per gli operatori finlandesi sono il lieve crescita. Per la Russia, nel 2014 si è registrato a Mosca un aumento complessivo, pur se contenuto, del numero dei visti di turismo (+3,38%). Anche se comincia a pesare la svalutazione del rublo per Natale non mancheranno i turisti russi, che potrebbero optare per soluzioni meno costose o vacanze più corte. Rispetto al 2013 e cambiando continente, sempre secondo l’Ansa, negli Usa ed in Canada si registra una crescita di vendite tra il 7 ed il 10% in favore delle città d’arte, grandi e piccole. Grande attenzione degli operatori, poi, anche verso il prodotto food&wine. Le mete più ricercate sono Toscana, Piemonte, Puglia, i laghi del Nord e la Costiera Amalfitana. Tra le città preferite si segnalano Milano e Siena. Per quanto riguarda il Brasile, le festività natalizie tradizionalmente sono trascorse in famiglia, ma nove tour operator su dieci dichiarano prenotazioni stabili. Guardando ad Oriente, la Cina non ha vere e proprie vacanze di Natale, ma il 75% dei maggiori operatori ha riscontrato un aumento delle vendite per l’Italia, in media del 5%. Oltre ai circuiti culturali classici, tra i motivi principali dei viaggi ci sono lo sci e gli sport montani e non manca una certa curiosità per le nostre tradizioni natalizie. Nonostante la recessione, la maggior parte dei maggiori tour operator giapponesi prevede incrementi nelle vendite, anche se modesti. Il turismo culturale è il prodotto maggiormente richiesto dai giapponesi, sempre più interessati anche al prodotto Natura e Parchi. Stabile, poi, il trend di flussi turistici dall’India, anche se per il 10% degli operatori c’è stato un aumento delle vendite. In generale le prenotazioni vanno un po’ a rilento, una buona parte registra prevalentemente richieste per gruppi di famiglie e viaggi di nozze ed il 2% osserva segnali incoraggianti per il Mice.

lunedì 5 gennaio 2015

Il paradosso delle recensioni online: cosa motiva chi le scrive e quanto si fida chi le legge

Croce e delizia di ogni ufficio marketing, le recensioni online pubblicate dagli utenti di internet su prodotti, servizi, alberghi, destinazioni e tutto ciò che ha un valore commerciale sono un potente strumento di influenza sui consumatori, chetengono in gran conto l’opinione e l’esperienza dei propri “pari” prima di decidere se effettuare un acquisto. La vicenda di TripAdvisor, che in Italia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato con una multa da 500mila euro per avere pubblicato senza controlli recensioni false o diffamatorie, conferma che i commenti online valgono tanto oro quanto pesano e che possono determinare il successo o l’insuccesso di un prodotto o di un’impresa.


A indagare cosa motiva chi le scrive è stata la società di consulenza YouGov, che ha condotto uno studio su un gruppo di utenti internet americani che postano regolarmente recensioni e commenti. Secondo lo studio, chi scrive di prodotti e servizi su siti, forum e social media lo fa senza alcun intento diffamatorio: la motivazione principale, per il 62% degli utenti, è quella di aiutare gli altri a fare scelte d’acquisto migliori, seguita al secondo posto (35%) dalla convinzione che sia cortese lasciare un feedback sul prodotto o servizio ricevuto. Le motivazioni positive proseguono, con il 27% degli intervistati che dichiara di scrivere recensioni per condividere le proprie buone esperienze e il 25% chelo fa per “premiare” chi ha venduto loro un buon prodotto o un buon servizio.



Il 13% scrive per condividere esperienze deludenti e avvertire gli altri consumatori, ma a essere animato da intenzioni negative è soltanto il 12% del campione, che pubblica le proprie esperienze negative per fare cattiva pubblicità alle aziende responsabili. Piccole percentuali di intervistati postano recensioni per proprio interesse personale: il 7% vuole migliorare il proprio posizionamento di consumatore, il 5% vuole emergere come scrittore di recensioni e il 3% è pagato per scriverle.



Il paradosso registrato dallo studio, nota il sito emarketers, è che, benché la maggior parte degli utenti sia dubbiosa riguardo l’autenticità e la veridicità delle recensioni online vi si affida comunque scegliendo di leggerle e di tenerle in considerazione. La fiducia nell’etica delle recensioni non è infatti molto elevata, almeno fra gli utenti internet americani: l’80% degli intervistati è convinto che le aziende scrivano da sole le recensioni positive per i propri prodotti, il 68% pensa che le aziende scrivano commenti negativi sui prodotti dei propri competitor e il 64% ritiene che chi pubblica recensioni spesso non abbia mai nemmeno acquistato il prodotto o servizio di cui parla. 



Detto questo, però, l’86% del campione ha un’opinione positiva delle recensioni, ritenendole uno strumento utile per orientarsi nelle scelte d’acquisto.

La vera crisi del turismo è l'incompetenza




sabato 3 gennaio 2015

Aspetti particolari nell’organizzazione del sistema turistico

Prima di avviare un sistema turistico è rilevante conoscere le pre-condizioni socio-territoriali su cui poi si innesta l’innovazione inter-organizzaztiva. Affrontare certi problemi a monte del processo è utile per non ritrovarli, irrisolti, a valle, quando il sistema è ormai avviato ad un funzionamento necessariamente imperfetto, con conseguenti costi e soprattutto tempi ed energie dei componenti nella riparazione del sistema in corso d’opera. Vanno verificati alcuni aspetti come la qualità dei legami sociali fra gli attori, i livelli di integrazione esistenti, le tipologie organizzative, le connessioni etiche tra locale e globale ed infine le connessioni economiche e geografiche tra locale e globale. Devono emergere le potenzialità e i limiti degli attori locali, per poter definire con realismo i risultati attesi del sistema.
La R&S è un componente ed un acceleratore delle imprese a rete, in tutto il mondo si sviluppano programmi che tendono a creare integrazione e connessione fra diversi tipi di ricerca fra imprese, enti pubblici. I componenti di ogni unità ossia del sistema socio-tecnico della Ricerca e Sviluppo sono altamente interconnessi, tale sistema può sopravvivere e prosperare solo se tali componenti si sviluppano coerentemente fra loro (coerenza interna): non è possibile, ad esempio, introdurre tecnologia avanzata in organizzazioni burocratiche, come non è possibile il lavoro di gruppo remoto senza l'impiego di tecnologia dell'informazione e della comunicazione; non è possibile una cooperazione senza un vero sistema professionale, ecc. Una R&S di eccellenza implica un innalzamento delle caratteristiche funzionali di tutti i componenti. I componenti del sistema socio-tecnico inoltre sono proiettati a raggiungere obiettivi strategici (appropriatezza strategica). Tali obiettivi sono multipli, ossia riguardano l'efficacia e l'efficienza tecnica, economica, sociale: un’ottimizzazione congiunta è necessaria. Parte di tali componenti ha una natura razionale (sistemi informativi, norme, ecc.), e parte è relativa a sistemi "naturali" (norme sociali, capacità delle persone, valori). Lo sviluppo dei sistemi deve quindi armonizzare le dimensioni razionali e naturali. La progettazione e lo sviluppo di un’unità aziendale e/o pubblica di R&S, di un’organizzazione di ricerca, così come di una rete di R&S, dovranno curare la coerenza interna dei suoi componenti (armonia interna) e l'appropriatezza strategica (efficacia). La dimensione sistemica dell’organizzazione della R&S è quella che si adatta o s’impone al contesto esterno attraverso la mediazione della strategia. La tradizionale incoerenza tra creatività professionale e ordine organizzativo, potrà essere superata dalla progettazione e sviluppo congiunti di "strati" di sistemi socio-tecnici che contengano sia elementi razionali (come i processi operativi, le tecnologie, le strutture organizzative formali) che naturali (come i processi di conoscenza, i sistemi professionali, la cooperazione, l'agire comunicativo e la comunità). La Ricerca e Sviluppo è un’organizzazione basata sulla conoscenza (incorporata d’idee, progetti, ricette, prodotti, ecc.) è il suo output. La conoscenza è il suo input poiché il processo avviene attraverso metodi e processi che elaborano varie forme di conoscenza. La Ricerca e Sviluppo è realizzata da lavoratori della conoscenza: studiosi, ricercatori, tecnici, specialisti, ecc. Tale modello assume che diverse unità organizzative che cooperano, dispongano di reti organizzative, su cui operare insieme, siano comunità professionali capaci di cooperare in modo autoregolato, di comunicare in modo esteso, di condividere conoscenze e costituisca la maggiore esperienza dei team “face to face”. Nella Ricerca e Sviluppo è dato valore a ogni tipo di espressione di conoscenze: dati, informazioni, formule, esperienze, abilità, comprensione contestuale, valori, illuminazioni, intuizioni, visioni, ecc., mentre il processo di conoscenza (knowing) è universalmente riconosciuto come più importante delle conoscenze acquisite, si ha un'alleanza strutturale delle conoscenze dei tecnici (embodied knowledge) con quella di ricercatori. Nella Ricerca e Sviluppo l'idea di organizzazione a rete aiuta ad affrontare il problema analitico e progettuale della difficile collaborazione fra ricerca di base e applicata, fra ricerca e sviluppo, fra attività pubbliche e attività private. Il problema annoso dell’opposizione fra conoscenza rettificata (appartenente all'organizzazione) e conoscenza esperta (appartenente alle persone) nella R&S trova una linea di analisi e forse di soluzione nell'idea di conoscenza condivisa, come potenziale pacificazione fra conoscenze esperte "esoteriche" e pratiche di "retrobottega" di mestiere dall'altra. In definitiva la R&S nelle imprese private, e nelle reti di istituzioni, può essere potenziata secondo un modello che è nuovo come modello progettuale, ma è antico come esperienza e conoscenza accumulata nelle organizzazione di R&S: quindi è attuabile.

Aspetti particolari nell’organizzazione del sistema turistico

Prima di avviare un sistema turistico è rilevante conoscere le pre-condizioni socio-territoriali su cui poi si innesta l’innovazione inter-organizzaztiva. Affrontare certi problemi a monte del processo è utile per non ritrovarli, irrisolti, a valle, quando il sistema è ormai avviato ad un funzionamento necessariamente imperfetto, con conseguenti costi e soprattutto tempi ed energie dei componenti nella riparazione del sistema in corso d’opera. Vanno verificati alcuni aspetti come la qualità dei legami sociali fra gli attori, i livelli di integrazione esistenti, le tipologie organizzative, le connessioni etiche tra locale e globale ed infine le connessioni economiche e geografiche tra locale e globale.
Devono emergere le potenzialità e i limiti degli attori locali, per poter definire con realismo i risultati attesi del sistema. La R&S è un componente ed un acceleratore delle imprese a rete, in tutto il mondo si sviluppano programmi che tendono a creare integrazione e connessione fra diversi tipi di ricerca fra imprese, enti pubblici. I componenti di ogni unità ossia del sistema socio-tecnico della Ricerca e Sviluppo sono altamente interconnessi, tale sistema può sopravvivere e prosperare solo se tali componenti si sviluppano coerentemente fra loro (coerenza interna): non è possibile, ad esempio, introdurre tecnologia avanzata in organizzazioni burocratiche, come non è possibile il lavoro di gruppo remoto senza l'impiego di tecnologia dell'informazione e della comunicazione; non è possibile una cooperazione senza un vero sistema professionale, ecc. Una R&S di eccellenza implica un innalzamento delle caratteristiche funzionali di tutti i componenti. I componenti del sistema socio-tecnico inoltre sono proiettati a raggiungere obiettivi strategici (appropriatezza strategica). Tali obiettivi sono multipli, ossia riguardano l'efficacia e l'efficienza tecnica, economica, sociale: un’ottimizzazione congiunta è necessaria. Parte di tali componenti ha una natura razionale (sistemi informativi, norme, ecc.), e parte è relativa a sistemi "naturali" (norme sociali, capacità delle persone, valori). Lo sviluppo dei sistemi deve quindi armonizzare le dimensioni razionali e naturali. La progettazione e lo sviluppo di un’unità aziendale e/o pubblica di R&S, di un’organizzazione di ricerca, così come di una rete di R&S, dovranno curare la coerenza interna dei suoi componenti (armonia interna) e l'appropriatezza strategica (efficacia). La dimensione sistemica dell’organizzazione della R&S è quella che si adatta o s’impone al contesto esterno attraverso la mediazione della strategia. La tradizionale incoerenza tra creatività professionale e ordine organizzativo, potrà essere superata dalla progettazione e sviluppo congiunti di "strati" di sistemi socio-tecnici che contengano sia elementi razionali (come i processi operativi, le tecnologie, le strutture organizzative formali) che naturali (come i processi di conoscenza, i sistemi professionali, la cooperazione, l'agire comunicativo e la comunità).

La Ricerca e Sviluppo è un’organizzazione basata sulla conoscenza (incorporata d’idee, progetti, ricette, prodotti, ecc.) è il suo output. La conoscenza è il suo input poiché il processo avviene attraverso metodi e processi che elaborano varie forme di conoscenza. La Ricerca e Sviluppo è realizzata da lavoratori della conoscenza: studiosi, ricercatori, tecnici, specialisti, ecc. Tale modello assume che diverse unità organizzative che cooperano, dispongano di reti organizzative, su cui operare insieme, siano comunità professionali capaci di cooperare in modo autoregolato, di comunicare in modo esteso, di condividere conoscenze e costituisca la maggiore esperienza dei team “face to face”. Nella Ricerca e Sviluppo è dato valore a ogni tipo di espressione di conoscenze: dati, informazioni, formule, esperienze, abilità, comprensione contestuale, valori, illuminazioni, intuizioni, visioni, ecc., mentre il processo di conoscenza (knowing) è universalmente riconosciuto come più importante delle conoscenze acquisite, si ha un'alleanza strutturale delle conoscenze dei tecnici (embodied knowledge) con quella di ricercatori. Nella Ricerca e Sviluppo l'idea di organizzazione a rete aiuta ad affrontare il problema analitico e progettuale della difficile collaborazione fra ricerca di base e applicata, fra ricerca e sviluppo, fra attività pubbliche e attività private. Il problema annoso dell’opposizione fra conoscenza rettificata (appartenente all'organizzazione) e conoscenza esperta (appartenente alle persone) nella R&S trova una linea di analisi e forse di soluzione nell'idea di conoscenza condivisa, come potenziale pacificazione fra conoscenze esperte "esoteriche" e pratiche di "retrobottega" di mestiere dall'altra. In definitiva la R&S nelle imprese private, e nelle reti di istituzioni, può essere potenziata secondo un modello che è nuovo come modello progettuale, ma è antico come esperienza e conoscenza accumulata nelle organizzazione di R&S: quindi è attuabile.

venerdì 2 gennaio 2015

Gli ostacoli da rimuovere sulla via dell'eccellenza per le imprese alberghiere




Il successo di un’azienda alberghiera  (soprattutto negli anni del last minute e del low cost)  è raggiunto identificando ed eliminando gli sprechi, migliorando continuatamene le attività a valore aggiunto (in termini di produttività, tempestività e qualità)  e focalizzando i sistemi di controllo direzionali. Gli sprechi e le inefficienze sono il risultato diretto di un sistema di controllo che non misura solo i fattori critici di successo,  come conseguenza a ciò, ogni azienda alberghiera ha enormi spazi di miglioramento potenziale.
Dalle  informazioni fornite dal sistema della contabilità gestionale, è possibile analizzare l’efficacia dell’attività delle aziende alberghiere, oltre all’efficienza, ai rendimenti, alla produttività dei fattori impiegati . Se l’efficacia è la capacità di conseguire gli obiettivi prefissati e l’efficienza è il rapporto tra risorse consumate (input) e risultati ottenuti (output) , indica la capacità dell’impresa di utilizzare in modo ottimale le sue risorse (eliminando sprechi e sfridi). Ancor meglio l’efficienza strutturale: è il rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti “intrinseco” nella struttura dei processi produttivi e dei prodotti. Dunque è indipendente da come si svolgono i processi produttivi , al contrario, dipende da come i processi e i prodotti sono strutturati. E’ fondamentale che l’impresa alberghiera cerchi di massimizzare l’efficienza strutturale poiché questa ne condiziona la competitività e la sopravvivenza. Nel caso dell’efficienza di breve è data dal rapporto tra risorse consumate e risultati ottenuti dallo svolgimento dei processi produttivi, essa in pratica dipende dal modo con cui sono gestiti i processi produttivi e dalla qualità, quindi dal rendimento, dei fattori produttivi impiegati. Un importante leva che agisce sui costi di produzione delle aziende alberghiere è il rendimento dei fattori produttivi. Per meglio chiarire possiamo dire che per rendimento di un fattore produttivo si intende il rapporto tra la produzione conseguita in un certo periodo di tempo  (per un albergo è di solito  mensile) e la quantità del fattore produttivo impiegato per ottenerla.  Esso costituisce un indice di efficienza, ossia la capacità di impiego razionale delle risorse nella realizzazione delle varie produzioni nell’ambito della ristorazione e ospitalità.                                             
Il miglioramento nei rendimenti comporta una riduzione dei costi a parità di quantità prodotte o un aumento delle quantità prodotte a parità di costi e quindi, ferme restando le altre condizioni, consente un miglioramento del risultato economico. Il rendimento di un fattore non è indipendente dai rendimenti degli altri fattori produttivi in quanto i rendimenti sono tra loro connessi. Per esempio, il rendimento delle materie prime dipende dalla loro qualità, ma anche dall’organizzazione del processo produttivo e dall’abilità degli addetti dei vari settori dell’albergo; il rendimento della manodopera dipende dalla laboriosità e capacità del personale; ma anche dalle caratteristiche di impianti e macchinari soprattutto nel reparto di cucina. Un indicatore che combina efficienza ed efficacia è invece la produttività. La produttività di un fattore produttivo è data dal rapporto tra il valore dei prodotti venduti e la quantità del fattore produttivo impiegato per ottenerli. Essa non dipende solo dall’efficienza tecnica, ma anche dai prezzi di vendita praticati, dalla qualità dei prodotti o servizi venduti, dalle azioni di marketing svolte e così via.  Va notato come il modificarsi dell’efficienza dei fattori produttivi sia una delle cause di scostamento fra i costi standard e costi effettivi e generi aggravi o risparmi di costi rispetto alle condizioni operative ipotizzate nella scelta degli standard.
L'Activity based management cambia il modo in cui le imprese controllano i costi. Questo metodo collega i costi aziendali alle attività. Il costo di prodotto è la somma dei costi di tutte le attività ad esso connesse sulla base dell'utilizzo di ogni attività.
Il controllo dei costi si focalizza sulla fonte del costo e non sull'unità organizzativa dove detto costo si è ge­nerato.
I manager necessitano di informazioni sull'attività perché possano realizzare l'eccellenza dell'impresa .
L'activity accounting identifica quello che fa l'orga­nizzazione  per migliorare il profitto e le performance, è deter­minante comprendere come viene utilizzato il tempo prezioso dell'azienda ed, in particolare, cosa fa l'im­presa e come lo fa.
In ultima analisi, un'organizzazione può solo miglio­rare quando il management sa cosa si è fatto, come è stato fatto e se questo corrisponde agli obiettivi del­l'impresa.
Il controllo per attività rende più facile una migliore attribuzione dei costi e, in definitiva, migliora l'attendibilità dei dati.
L'ABM applicato alle imprese alberghiere è un potente strumento per gestire le com­plesse operazioni aziendali poiché consente un'indivi­duazione dettagliata delle sue attività.
Il controllo di gestione basato sulle attività consente l'imputazione dei dati relativi ai costi ed alle perfor­mance alle diverse attività nei vari settori o reparti.
Il costo dell'attività ed i dati sulle performance for­niscono al management le informazioni necessarie per determinare un costo preciso del prodotto, migliorare i processi aziendali, eliminare gli sprechi (attività a non valore aggiunto), identificare i cost driver, pianificare le operazioni e definire le strategie aziendali.
L'ABM genera informazioni sui costi e sulla produ­zione che spingono ad un miglioramento continuo ed alla qualità totale.
Il miglioramento continuo e il controllo della qualità totale sono facilitati considerando ogni attività come un processo ed identificando la sorgente dei costi piut­tosto che concentrare gli sforzi quando già i primi sin­tomi si sono manifestati.
Nel focalizzare l'attenzione sulla fonte dei problemi, il management può attribuire la responsabilità di quel­le attività che generano costi e controllare la loro ese­cuzione per verificare se i risultati pianificati sono stati ottenuti.
Le informazioni sulle attività consentono ai mana­ger di identificare ed eliminare gli sprechi.
Esse inoltre evidenziano i progressi nel rimuovere gli sprechi dalle attività operative.

Eliminare gli sprechi ed implementare una filosofia di continuo miglioramento non è difficile se il management ha la volontà di farlo e se il controllo di gestione dei costi è organizzato in modo da assisterli.