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Ruolo dei Periti ed Esperti - CCIAA di Bari "Cat.XIX Ospitalità Sub.Cat.1-2-3" - Consulente Tecnico "Valutazioni Turistico Alberghiere" - Tribunale Civile e Penale di Bari
domenica 29 marzo 2015
domenica 22 marzo 2015
Turismo, a un italiano su due piace “eco” e lo cerca su internet
A un italiano su due piace il turismo sostenibile, lo sceglie
attraverso internet e si dichiara disposto a pagare anche il 10 o il 20 per
cento in più per una vacanza autenticamente rispettosa dell'ambiente. A
sostenerlo è Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Fondazione Univerde,
che oggi a Roma ha illustrato il quinto rapporto “Gli italiani, il turismo
sostenibile e l'ecoturismo” nel corso di Fareturismo, il salone dedicato
all'incontro tra domanda e offerta di lavoro e formazione per il turismo a cui
stanno partecipando in questi giorni oltre 1.500 tra studenti e giovani
professionisti provenienti da tutta Italia.Il rapporto, curato dalla Fondazione
Univerde e da Ipr marketing, evidenzia trend positivi sia per il turismo
sostenibile che per l'ecoturismo.
Uno su due pronto a spendere il 10-20% in più per vacanze
sostenibili
Il 47% degli italiani intervistati, infatti, vede nel vincolo della
sostenibilità un'opportunità di crescita per lo sviluppo di un'area turistica.
Il 54% del campione pianifica una vacanza cercando di scegliere destinazioni,
strutture e mezzi di trasporto che non danneggino l'ambiente. E un intervistato
su due si dichiara pronto a spendere anche il 10 o il 20% in più per le vacanze
sostenibili. Inoltre, l'italiano si informa su internet e considera una
struttura turistica realmente “eco” se utilizza pannelli fotovoltaici, (nel 48%
dei casi) o altri sistemi di risparmio idrico o elettrico (nel 20% dei casi),
se ha la raccolta differenziata (36%) o se offre menù biologici (35%). Nel 72%
dei casi, poi, gli italiani farebbero a meno dell'automobile se la meta fosse
facilmente raggiungibile in treno e nel 47% dei casi ha già optato per questa
scelta in precedenti soggiorni.
Agli ecoturisti interessa anche una agricoltura sostenibile
Gli “ecoturisti”, secondo il Rapporto, chiedono anche un'agricoltura
sostenibile, e preferiscono ristoranti e negozi che offrono prodotti biologici
o a chilometri zero e menù vegani, ma nella maggioranza dei casi solo a parità
di prezzo. E in generale il turista italiano resta sensibile ai danni che il
turismo può arrecare all'ambiente, e che vengono individuati soprattutto nella
cementificazione e nella speculazione edilizia (62%), mentre solo in piccola
parte (il 10%), si individua nel turismo la causa dell'inquinamento. Gli
“ecoturisti” intervistati si dichiarano internauti, perché pianificano i loro
soggiorni in rete. Spesso preferiscono oasi e parchi naturali per la
possibilità di conoscere le tradizioni locali (47%) e per i percorsi
enogastronomici (40%). La maggioranza degli italiani continua a preferire
l'albergo, ma crescono anno dopo anno sia il bed&breakfast e l'agriturismo.
Gli intervistati sembrano maggiormente attratti dalle escursioni a siti
archeologici e borghi antichi e dalla scoperta di tradizioni locali che da
attività sportive. E nel 75 per cento dei casi gli italiani sono consapevoli
che l'attenzione all'ambiente fa crescere e sviluppare l'economia locale.
Fonte: Sole24ore
sabato 14 marzo 2015
AdP, parte la stagione estiva
Gli spazi della nuova ala est dell’aeroporto ‘Karol Wojtyla’
di Bari, entrata in esercizio alla fine dello scorso mese, hanno ospitato i
lavori dell’edizione 2015 del workshop ‘Tour Operator e Vettori incontrano il
trade’, tradizionale appuntamento che segna l’avvio della stagione estiva e che
ogni anno richiama in Puglia i rappresentanti, più di 600 in questa edizione, dei
più importanti operatori di un settore strategico del comparto economico
nazionale. Il via ai lavori è stato dato dall’assessore regionale al
Turismo, Silvia Godelli, dal presidente di Fiavet Puglia, Piero Innocenti,
dall’amministratore unico e dal direttore generale di Aeroporti di Puglia,
Giuseppe Acierno e Marco Franchini. Anche per questa edizione la
qualificata e nutrita partecipazione di tour operator, agenzie di viaggi,
vettori, strutture ricettive, enti del turismo (Repubblica Ceca, Valencia,
Catalogna) ha rappresentato la cartina di tornasole di una manifestazione che,
anno dopo anno, ha saputo ritagliarsi un proprio prestigioso spazio nell’ambito
degli eventi di settore. “ Aprendo i lavori della scorsa edizione –
ha dichiarato Acierno – davo atto dei primi timidi segnali di ripresa del
traffico, esortando tutti a dar prova di coraggio, impegno e sacrifico per proseguire
sulla strada della crescita e del consolidamento di quel progresso.

Così è stato. I dati di traffico, sia quelli riferiti al consuntivo 2014 che quelli dei primi mesi di quest’anno, sono un chiaro indicatore che l’obiettivo è stato centrato. Tutte le componenti del traffico hanno registrato incrementi significativi, ma quel che più mi piace sottolineare è la crescita della linea internazionale e del charter. Un fenomeno che trova una sua naturale correlazione con l’affermazione della Puglia quale brand di eccellenza del mercato turistico internazionale. Tutto ciò, tuttavia, non è per noi motivo di appagamento – ha continuato Acierno – Continuiamo con rinnovata energia a puntare sulla via dello sviluppo, sia del traffico che delle infrastrutture. L’ampliamento dell’aerostazione passeggeri di Bari dove oggi ci troviamo, i lavori in corso su Brindisi, l’impegno su Foggia e Grottaglie sono la testimonianza concreta di come la rete aeroportuale pugliese rappresenti a livello di strutture aeronautiche un elemento di primo piano nel panorama nazionale. Anche sull’ampliamento del network tanto è stato fatto e tanto contiamo ancora di fare. La conferma di importanti catene charter sull’aeroporto di Brindisi, l’avvio di nuovi collegamenti internazionali, lo sbarco di altri vettori che collegheranno la Puglia agli hub intercontinentali di Istanbul e Zurigo, e che amplieranno in misura esponenziale il livello di connessione aerea della nostra regione – ha concluso – daranno un prezioso contributo per consolidare il trend positivo sin qui registrato”. Analoga soddisfazione è stata espressa dal direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini, il quale si è soffermato sui risultati conseguiti sul piano della destagionalizzazione dell’offerta turistica pugliese. “La disponibilità di collegamenti stabili, in particolare di quelli operati da vettori low cost, e l’estrema efficacia dell’attività di comunicazione realizzata dall’amministrazione regionale hanno garantito una presenza di flussi turistici non più circoscritta ai soli mesi estivi, ma diluita su un arco temporale più ampio. Occorre proseguire su questa strada – ha evidenziato – e rafforzare la collaborazione con gli operatori anche attraverso manifestazioni quale questa per radicalizzare tali processi e favorire nuove spinte propulsive”.
Fonte: AEROPORTI DI PUGLIA
Istat, nel 2013 meno alberghi ma crescono altri esercizi
Nel 2013
in Italia si contano più di 124.000 esercizi
extra-alberghieri, in aumento dello 0,6% rispetto al 2012. In lieve flessione
(-1,2%) gli alberghi, pari a circa 33.000. Lo afferma l’Istat nel rapporto
‘Noi Italia’, in cui si evidenzia come l’offerta italiana sia superiore a
quelle di Germania, Spagna e Francia ed inferiore, tra le
altre, all’offerta di Croazia, Austria e Grecia. Nel complesso degli
esercizi ricettivi operanti sul territorio italiano si registrano quasi
104 milioni di arrivi, con circa 380 milioni di presenze (in lieve aumento
i primi e in flessione le seconde rispetto al 2012).
Il periodo medio
di permanenza nelle strutture ricettive è di 3,6 notti, in
costante diminuzione dal 2000 quando era di 4,2 notti. In ambito
europeo, permanenze medie superiori si riscontrano, tra gli altri
Paesi, in Grecia e Spagna, più brevi in Francia e Germania. Nel 2013
i viaggi in Italia con pernottamento effettuati dai residenti per motivi
di vacanza e di lavoro rappresentano il 79,9% dei viaggi complessivi. Le
durate medie dei soggiorni sono pari a 6,5 notti per vacanza e a 2,2 notti
per lavoro. Le regioni italiane più visitate dai residenti sono
Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia, che hanno ospitato
il 47,6% dei flussi turistici. Nel confronto europeo effettuato sulle
vacanze lunghe (4 notti o più), l’Italia presenta un valore inferiore sia
alla media Ue sia ai valori di Germania e Francia. Risulta invece
superiore al dato spagnolo (anno 2012).
Fonte: ISTAT
Fonte: ISTAT
È arrivato "rimining", il verbo/brand per il palinsesto degli 80 eventi e 1.000 cose da fare in città
È una destinazione che con il turismo ci sa fare. Rimini
mette sul piatto non solo il binomio sole/mare a costi competitivi, ma anche un calendario di
eventi ideati per destagionalizzare e attrarre i target più svariati, dagli appassionati d’arte a quelli di cibo. Di più. Gli oltre 80 eventi (molti
dei quali, come la Notte Rosa, sono ormai imitatissimi) e le "1.000 cose da fare in un anno, di cui 500 solo in estate" rendono attrattiva la città anche per
gli organizzatori di eventi aziendali e e associativi.
“La bellezza di Rimini risiede anche nella sua
capacità di offrire emozioni, di rendere magica ogni giornata assicurando cose da
fare uniche”,
commenta Andrea Gnassi, sindaco della città. “Questo sorriso incarna uno stile di vita che si può vivere solo a Rimini, a
partire dalla sua straordinaria e unica capacità di produrre quei ‘beni
immateriali’ che
una parola con troppi limiti definisce eventi”.
Punta proprio sulla qualità della vita di Rimini
e sulla sua offerta di intrattenimento rimining, ilbrand per promuovere la città nato dalla declinazione di un verbo
inventato, to rimini, e ideato dal designer Leonardo Sonnoli.
Lanciato il 10 marzo, rimining vede la sua prima applicazione come
titolo dell’opuscolo che presenta gli eventi in calendario nel 2015. La
brochure, scaricabile in 5 lingue (cinese, inglese, italiano, russo e tedesco) dal sito di Rimini
Turismo, offre un’anteprima di eventi ormai consolidati,
come la Sagra Malatestiana, e di novità come
il raduno nazionale dei Bersaglieri e il Campionato mondiale di magia.
Due gli eventi legati al food, tema di Expo: Al Meni-circo mercato di sapori e cose fatte con le mani e col cuore e Il senso del pesce. Il primo, alla sua 2° edizione, si svolgerà dal
19 al 21 giugno nel centro di Rimini e vedrà i più celebri chef del
mondo, guidati da Massimo Bottura, elaborare ricette
con i prodotti del territorio. Saranno invece i pescatori a cucinare i piatti della tradizione marinara romagnola
nell’ambito di Il senso del pesce, evento tutto dedicato all’itticoltura che si
terrà al porto il 29 marzo.
Fonte: Eventreport
sabato 7 marzo 2015
L’Italia rilanci il suo turismo elitario ma per tutti
Attorno alla promozione e alla governance si è, in questi
giorni, focalizzato il dibattito sullo stato di salute del nostro turismo. A
proposito della promozione: in questi decenni il nostro ente di promozione
turistica non è riuscito a svolgere un compito all’altezza delle potenzialità
nazionali e internazionali del nostro paese. Dopo il commissariamento
dell’Enit, non conosciamo ancora la sua nuova fisionomia operativa, le sue
funzioni, le sue risorse. La lunga attesa della sua ristrutturazione (il
discorso vale anche per il sito Italia.it e per l’Osservatorio nazionale del
turismo) alla vigilia dell’Expo, la dice lunga sul fatto che il turismo non è
un tema forte della agenda politica dei nostri governi. Non conta più che il
turismo “stia” presso la
Presidenza del Consiglio, presso le Attività produttive, gli
Affari regionali e i Beni culturali: si deve solo capire se è o no una vera
opzione di sviluppo economico per il paese. La sua promozione non può che
puntare sulla promo-commercializzazione, digitale e sinergica, fatta con il
made in Italy. Il turismo può essere un volano per il made in Italy laddove
costituisce un prodotto tangibile dell’esperienza in Italia e viceversa, visto
che il prodotto italiano all’estero può costruire l’immagine del nostro paese ed
essere veicolo promozionale. Una super-agenzia che si dovrebbe occupare di
commercio estero, attrazione degli investimenti e di turismo non ci sembra una
soluzione astrusa: sarebbe la riprova che il turismo è un prodotto di sistema e
che si sviluppa se esistono condizioni di contesto favorevoli come la qualità
ambientale, le infrastrutture, la tecnologia a supporto degli individui e delle
imprese, il controllo delle criminalità e così via. La posizione dell’Italia
nei ranking internazionali su questi temi ci dice che abbiamo ancora molta
strada da fare.
Relativamente alla governance, mentre è un dato
universalmente condiviso che la riforma del titolo V della Costituzione,
riconoscendo la competenza esclusiva del settore alle Regioni, ha avuto effetti
irrazionali e paradossali, non è detto che essa sia stata la sola causa del
declino del settore. Certamente la modalità con la quale la competenza
esclusiva in materia è stata interpretata e messa in essere è una vera ragione
della crisi strutturale del sistema turistico. Non pensiamo che per
risollevarne le sorti basti “spostare” più al centro o più in periferia la
competenza quanto condividere - responsabilmente - le pratiche che, superando i
localismi per essere vincenti, devono ispirarsi a un ripensamento generale del
sistema turistico, il cui elemento costitutivo sono i territori (non le
Regioni) con la loro storia, la loro cultura, le loro diversità, i loro
paesaggi. In un contesto globalizzato, la nostra competitività non si gioca
infatti solo a livello di paese (Stato-Regioni) ma su scala più ampia, come
quella europea, ad esempio.
Franco Iseppi è presidente
del Touring Club italiano
Fonte: ilsole24ore
L’hotel diventa low cost
In principio sono state catene come Ibis o Mercure,
antesignane del concetto di alberghi per turismo o business a basso costo ma
confortevoli. Oggi i budget hotel cambiano pelle e cercano di incontrare i
gusti di un pubblico più esigente. In Europa si contano circa 5.674 strutture
pari al 38% del totale (dati di R&D Hospitality). La distribuzione totale
di questi alberghi è concentrata prevalentemente (75%) in Spagna, Francia e
Inghilterra.
In Italia per il momento è ancora una nicchia. Nella quale
si prevedono sviluppi interessanti nel prossimo futuro. Vanno distinti i budget
hotel dagli ostelli, anch’essi in fase di evoluzione come quelli della catena
Generator.
«Il fenomeno è in continua crescita e segna performance superiori a quelle
dell’hotellerie upscale e luxury. I budget hotel, grazie ai contenuti costi di
costruzione e di gestione, risultano una soluzione ideale per sviluppatori e
gestori che operano in un contesto di mercato caratterizzato da una crisi
economica che ha di fatto modificato le esigenze della domanda» dice Giorgio
Bianchi, di R&D Hospitality. Molti gli edifici pubblici o legati al
patrimonio della Chiesa che trovano una ragione di vita trasformandosi in
strutture ricettive. Sono però da valutare i costi di riconversione. «In alcuni
casi l’edificio è già predisposto e l’investimento è quantificabile solo in
poche decine di migliaia di euro per gli arredi - dice Bianchi -, in altri i
costi di riqualificazione sono così elevati da non rendere sostenibile
l’investimento». «In Italia il settore dell’hotellerie low cost quasi non
esiste - spiega Jean Claude Ghiotti, presidente di B&B Italia -. La nostra
società gestisce 235 hotel in Francia, 75 in Germania (dove apriamo 15 strutture
all’anno), Polonia, Repubblica ceca, Marocco e presto saremo anche in Spagna
per poi approdare nel 2017
in Brasile. In genere nel settore si sviluppano vere e
proprie catene, come è già avvenuto in Paesi come Germania, Francia, Usa e Uk.
In Italia l’unico prodotto esistente è quello di Ibis». C’è spazio perché chi
vola low cost poi cerca strutture alberghieri a poco prezzo, con servizi di
base come letto e prima colazione facoltativa. «Al momento abbiamo in Italia
una ventina di strutture - continua Ghiotti - e siamo operativi da quattro anni
e mezzo. Chi viene da noi spende in media 50-55 euro a camera». A inizio
dicembre la catena ha aperto una struttura a Milano, in via Messina, insieme a
Castello Sgr che ha agito da investitore. «Ogni volta vediamo come realizzare
la struttura e se la ristrutturazione la sosteniamo noi o l’investitore - dice
l’intervistato -. Finora in Italia abbiamo investito 200 milioni di euro (35
milioni di euro il giro d’affari ogni anno) e pianifichiamo una serie di
aperture: a breve due a Milano, a maggio apriremo a Como, dopo a Palermo. E
l’anno prossimo a Bari e Roma».
Castello Sgr ha oggi in portafoglio sei
alberghi di questa categoria, tre al nord e tre nel centro Italia. «Al momento
abbiamo investito 37,7 milioni di euro - spiega Giampiero Schiavo, a.d. della
Sgr -. È stata una scelta anche per utilizzare immobili in disuso. A Como
abbiamo lavorato su un grande immobile in cui c’era la sede del quotidiano
locale, La
Provincia. Abbiamo spostato la sede del giornale in una
porzione dell’edificio mentre la parte davanti sta diventando hotel. Il driver
è la scelta di riqualificare immobili sfitti con un investimento più contenuto
rispetto a quello per un hotel a cinque stelle. In genere tali strutture
rendono intorno al 5-7%, yield di buon livello». E poi si tratta di contratti a
medio-lungo termine. Castello ha anche asset alberghieri di lusso tra cui
Fonteverde e il resort Chia Laguna che fanno parte della nuova società di
management Ihc.
Tra i gruppi attivi nel segmento dei budget hotel c’è anche Meininger, che
proprio di recente punta a espandersi in Italia (si veda la scheda in pagina).
Altri marchi attivi all’estero sono Premier Inn, Travelodge, Days Inn, Holiday
Inn Express e Hampton Inn by Hilton.
Fonte: ilsole24ore
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