venerdì 25 gennaio 2019

Smart hotel la nuova filosofia low-cost

Quella degli smart hotel è la filosofia low-cost applicata agli alberghi. Del resto, il fare a meno dei fronzoli ormai è pratica comune nei settori più disparati: dalle auto (settore nel quale sempre più spesso si parla di modelli base dai prezzi contenuti e accessori da pagare extra), agli aerei low-cost – dove tutto è un optional e una tariffa supplementare  da pagare per compensare il prezzo veramente stracciato dei biglietti.
Gli smart hotel sono alberghi che applicano il principio della tariffa base per i servizi essenziali, con pagamento extra per ogni comfort aggiuntivo. In pratica funziona così: volete prenotare una stanza? Sarà vostra per 30 euro a notte. Ma il prezzo non include la prima colazione, per la quale sono previsti dei menù diversi (per esempio da 3, 6 e 9 euro). Il bagno in camera non sarà fornito di saponette (che eventualmente si pagano a parte). Idem per la pulizia della stanza: le cameriere aprono le finestre e svuotano i cestini gratuitamente, ma per farvi rifare il letto e pulire il pavimento dovrete sborsare intorno ai 9 euro. Il vantaggio è che il costo del soggiorno lo stabilite interamente voi.

Puglia, Taranto entra nell'elenco delle città d'arte

Per Taranto è arrivato il momento della svolta. Da poche ore la località è entrata a far parte dell’elenco delle città d’arte della Puglia. Un’occasione di cambiamento per una città fortemente segnata dalla sua lunga storia industriale. Quattro i requisiti (ne bastano tre) che hanno consentito l’ingresso nella lista.

Si tratta nello specifico, riporta pugliapress.org, della “presenza di edifici e complessi monumentali di notevole interesse storico ed artistico; presenza museale; presenza di offerta di servizi culturali (biblioteche, archivi di stato, raccolte di documenti di rilievo provinciale relative a materie storiche, artistiche ed archeologiche); presenta di attività culturali quali mostre, convegni, manifestazioni culturali e tradizionali svolte con il patrocinio di Comune, Provincia o Regione”. 

L’iscrizione di Taranto nell’elenco delle città d’arte della Puglia, spiega l’assessore allo Sviluppo Economico di Taranto, Valentina Tilgher, lancia la città nella giusta prospettiva di territorio attrattivo proprio per le sue profonde e variegate radici identitarie. L’elenco ci consente peraltro di colmare un gap tecnico-amministrativo, nella presentazione di progettualità, per i bandi che prevedono tale requisito o che ad esso legano una parte significativa del punteggio”.

Fonte: TTG Italia

sabato 5 gennaio 2019

Tassa di ingresso al via: polemiche a Venezia

Non piace a tutti la nuova tassa di ingresso a Venezia, diventata realtà con la nuova legge di bilancio approvata il giorno di Capodanno. Se da un lato, infatti, il Sindaco e gli albergatori plaudono all’intervento, di diverso avviso è, ad esempio, il mitico proprietario dell’ Harry’s Bar, quell’Arrigo Cipriani che ha fatto la storia della città.
Il commento è lapidario: "Un altro inutile ladrocinio - dice in un’intervista a La Stampa -. Due o cinque euro al giorno non diminuiranno il numero dei visitatori. L'applicazione sarà molto macchinosa, se non impossibile”
Di diverso avviso è invece Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: "Le nostre città sono musei: come accade nei musei, è giusto pagare il biglietto d'ingresso. Finora è toccato soltanto ai turisti che soggiornavano negli alberghi di Venezia 'pagare il conto', quella tassa di soggiorno da cui era esente chi dormiva in altre località o trascorreva soltanto la giornata in città, creando un enorme sovraffollamento. È giusto, invece, che paghino il biglietto di ingresso anche coloro che non lasciano ricchezza alla città, che sostengano anche loro i bilanci di destinazioni di questo tipo".
A dar manforte al presidente nazionale degli albergatori anche Claudio Scarpa, direttore di Ava, l’Associazione veneziana degli albergatori: "Questa è una vittoria per la città, non solo per il Comune, e chi oggi contesta una misura concreta com'è questa fa solo sterile opposizione -dice -.   "Il principio fondamentale è che anche chi viene in città dalla mattina alla sera, contribuendo pochissimo al fatturato turistico, ma pesando molto sui costi dei servizi, deve capire che non è tutto gratis, e che le città storiche, che vengono 'consumate' dai tanti visitatori, hanno diritto ad avere un ritorno economico".
Intanto, si attende di capire come verrà modulata la tassa e da quando si inizierà a pagare.

giovedì 3 gennaio 2019

Eletto il nuovo Direttivo dell'Associazione Direttori Albergo Puglia 2018/2022


http://www.osservatoriooggi.it/notizie/attualita/23121-eletto-il-nuovo-direttivo-dell/%27associazione-direttori-albergo-puglia

Airbnb verso la saturazione: la crescita rallenta in Europa e Usa, anche nel campo del business travel

Nei mercati europei e in quello americano Airbnb potrebbe essere vicina al livello di saturazione: con l’80% dei consumatori ormai consapevoli della sua offerta, il potenziale di crescita esponenziale registrato negli anni scorsi è ormai quasi esaurito, a tutto vantaggio degli alberghi e delle agenzie online (OTA). 

L’ipotesi è di Morgan Stanley, che ha diffuso i risultati di un’indagine condotta su 4mila consumatori in Usa, UK, Francia e Germania riscontrando un rallentamento nell’adozione dei servizi della piattaforma: a dichiarare avere usato Airbnb negli ultimi 12 mesi è il 25% dei consumatori, a fronte del 22% nel 2016 e del 14% nel 2015. Ciò significa, dice Morgan Stanley, che la crescita nell’ultimo anno è stata del 3%, più che dimezzata rispetto al 7% dell’anno precedente.

Il rallentamento si verifica sia per i pernottamenti leisure che per quelli business: secondo l’indagine il numero dei viaggiatori d’affari che ha usato Airbnb nell’ultimo anno è cresciuto solo del 2%, mentre le stime erano di un incremento del 5%.

Le ragioni sono da trovare sia nell’ormai elevata penetrazione di mercato (tutti conoscono Airbnb e chi voleva usarlo l’ha già usato) sia nelle crescenti preoccupazioni in tema di sicurezza e privacy, segnalate dal 25% degli intervistati e in aumento del 14% rispetto all’anno scorso. Airbnb, conclude Morgan Stanley, è ancora una minaccia per gli alberghi, ma forse ora lo è un po’ meno.

Fonte: EVENREPORT