mercoledì 15 aprile 2020

Assoturismo: Coronavirus ha cancellato più di mezzo secolo di turismo

Il coronavirus ha cancellato oltre mezzo secolo di turismo. Anche immaginando una risoluzione ‘veloce’ dell’emergenza sanitaria in Italia, l’effetto della pandemia sul mercato internazionale e sulla fiducia dei viaggiatori ci porterà a chiudere l’anno con una riduzione di oltre 260 milioni di presenze rispetto allo scorso anno (-60%).
Il turismo italiano chiuderebbe dunque il 2020 con circa 172 milioni di presenze: i livelli che si registravano a metà anni ‘60, quando il mondo era diviso in blocchi e i viaggi aerei erano un lusso per pochi. E la ripresa del mercato non avverrà prima dell’inizio del 2021, se tutto va bene.
Le stime arrivano da CST e Assoturismo Confesercenti e si basano sulle presenze turistiche ‘ufficiali’ nelle strutture ricettive accreditate, e sull’ipotesi di un contenimento della fase peggiore dell’emergenza sanitaria italiana entro aprile, con un graduale ritorno alla ‘normalità’ a maggio. Ma non per il turismo: è infatti lecito presumere che frontiere e collegamenti internazionali rimarranno bloccati finché la pandemia non sarà arretrata almeno nei principali mercati turistici esteri, che dovrebbero recuperare – nella migliore delle ipotesi – solo a partire dal 2021.
Una frenata di questo tipo porterebbe a 29,1 miliardi di minore spesa turistica. E l’impatto non sarebbe limitato solo alle imprese del settore della ricettività, ma coinvolgerebbe anche altri comparti correlati. Quasi la metà della perdita dei consumi (14,4 miliardi), infatti, si realizzerebbe nel settore ristorazione e servizio bar (6,4 miliardi in meno), nelle vendite della rete commerciale (5,1 miliardi di euro in meno) e nei fatturati delle imprese di trasporti collegate alla mobilità territoriale, compreso autonoleggio NCC (2,9 miliardi in meno).
“Di fronte a uno scenario così, gli interventi previsti dal decreto Cura Italia per le imprese del turismo, purtroppo, sono inconsistenti”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “I mini-rinvii fiscali sono poca cosa: le imprese non recupereranno in un mese o due liquidità. Anche il credito di imposta del 60% sul canone di locazione del solo marzo è del tutto insufficiente, anche perché esclude del tutto il mondo dell’extralberghiero e dell’alberghiero. Per non parlare degli indennizzi”.
“Occorrono provvedimenti molto più incisivi – spiega il presidente di Assoturismo – La moratoria dei mutui non basta a liberare quella mole di liquidità necessaria alle imprese per traghettare le attività oltre la crisi. Grande delusione, poi, per la mancata istituzione di un Fondo di crisi per il turismo, che pure avevamo richiesto con forza, al contrario di quanto avvenuto altri settori – come agricoltura e spettacoli – lo hanno ricevuto”.
“Speriamo di essere smentiti dai fatti, ma così com’è – conclude Messina – il Cura Italia per il turismo rischia di essere solo un tampone. Bisogna fare di più per un settore che, direttamente e indirettamente, vale il 13% del Pil e oltre 3 milioni di posti di lavoro. Chiediamo che, già in fase di conversione dei decreti, si possa lavorare per trovare soluzioni realmente efficaci per le imprese del comparto, che in questo momento vedono azzerati i propri fatturati”.

Franceschini: presto nuove misure per il turismo

Il Ministro Dario Franceschini, insieme al Sottosegretario Lorenza Bonaccorsi, ha tenuto una riunione in videoconferenza con gli assessori regionali per il turismo in vista del prossimo decreto di aprile, che – spiega il Mibact in una nota – “superando l’approccio intersettoriale finora adottato terrà conto delle peculiarità del comparto con misure ad hoc”.
“Si è discusso – continua il ministero – in particolare il tema del bonus vacanze da destinare al sostegno del turismo interno, verificandone la portata, la durata e le modalità di erogazione alle famiglie e al contempo vagliando le possibili sinergie virtuose con eventuali iniziative già avviate dalle regioni a favore di soggiorni in strutture alberghiere, campeggi, stabilimenti balneari e termali”.
Sono inoltre state valutate le esigenze espresse dalle regioni, quali la creazione di un fondo speciale europeo dedicato al turismo e l’ammanco delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno, parte integrante del bilancio di molte amministrazioni comunali.
Franceschini e Bonaccorsi hanno poi manifestato la necessità di lavorare d’anticipo per far sì che le strutture turistiche siano pronte ad accogliere i flussi della prossima stagione, che saranno prevalentemente interni, nel pieno rispetto delle misure sanitarie che dovranno essere adottate per mantenere il distanziamento sociale indispensabile per contenere la diffusione del contagio pandemico.
Fonte: Ilgiornaledelturismo

Nuovo Coronavirus: Baia Holiday: le strutture apriranno entro il 15 giugno


Parallelamente al lavoro per affrontare la riapertura in linea con un nuovo modo di condividere gli spazi legati al turismo e al tempo libero, Baia Holiday – brand italiano leader nell’ambito delle vacanze all’aria aperta di qualità – porta avanti le attività legate alla stagione estiva 2020.

Compatibilimente con le disposizioni governative, tutti i complessi di proprietà e di cui Baia Holiday cura anche la gestione saranno aperti entro il 15 giugno. La programmazione conta 9 camping village1 hotel 4 stelle 2 residence, distribuiti tra Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia e Croazia.
«Adempiremo alla normativa che verrà emanata dal ministero della Salute, attraverso la creazione di linee guida interne e protocolli, sia per ciò che riguarda il soggiorno degli ospiti sia per i nostri collaboratori. I protocolli andranno a definire, nel rispetto delle norme e della tutela della persone, le modalità operative di ogni area della struttura: accettazione, bar e ristorante, market, parchi acquatici, spiaggia, servizi igienici, aree e locali comuni, nonché la gestione delle risorse umane: operatori front-office e accompagnatori, housekeeping, manutenzioni e giardinaggio, personale di sala bar e cucina, bagnini, animazione… Teniamo monitorato attivamente lo sviluppo e l’eventuale modifica delle indicazioni ministeriali in modo da soddisfare, nella maniera più efficiente, tutte le esigenze legate alla riapertura delle strutture. Lo staff Baia Holiday è attento e sensibile alla situazione odierna al fine di offrire al più presto un servizio sicuro e coerente con le normative vigenti. La crezione di nuovi protocolli e la loro attuazione ci daranno, inoltre, la possibilità di far conoscere il valore del nostro prodotto», commenta Piergiacomo Bianchi, direttore operativo Baia Holiday.
La pianificazione dell’operatività relativa alla riapertura risponde alla professionalità che caratterizza tutta la progettualità di Baia Holiday, imprescindibile dalla priorità di stare sempre al fianco dei propri clienti.
La massima cura di ogni dettaglio è e sarà sempre più importante per trasmettere sicurezza e voglia di ripartire, dimostrando con azioni concrete la capacità di uscire dall’emergenza, anche attraverso nuove forme di organizzazione e di fruizione della vacanza, senza intaccare, però, l’essenza della bellezza dell’essere in vacanza.
Il modo di vivere la vacanza offerto di Baia Holiday, caratterizzato da ampie aree aperte, immerse nella natura – a pochi metri dal mare, dalle acque del lago di Garda o in un’ampia area verde, in cui poter avere molto spazio esclusivamente per sé e la propria famiglia – permette di usufruire in totale indipendenza di alloggi privati, con zona cucinaveranda e area garden.
Fondamentale per i repeters, la conoscenza del servizio che dà la massima importanza alla qualità del soggiorno anche attraverso ingenti opere di manutenzione e ristrutturazione che ogni anno riguardano infrastrutture, chalet, case mobili, piazzole, giardini e punti mare.
Fonte: TRAVELQUOTIDIANO