È in attesa del via libera da parte della Conferenza
Unificata il decreto attuativo delle misure previste dal decreto ArtBonus per
la ristrutturazione degli alberghi italiani al fine di riqualificarne l’offerta
e migliorarne gli standard qualitativi. Plausibilmente, e come annunciato
giorni fa dal ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, le
norme attuative, che indicano quali spese possono fruire del credito d’imposta
del 30% e come gli alberghi possono avere accesso al credito, saranno operative
a breve.
La bozza del decreto attuativo prevede che abbiano accesso
all’agevolazione fiscale le strutture ricettive con almeno 7 camere esistenti
dal 1° gennaio 2012: il credito di imposta del 30% è applicabile per spese
sostenute fra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016 fino a un massimo di
200mila euro, è utilizzabile in compensazione con una ripartizione in 3 quote
annuali di eguale importo e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali.
La copertura finanziaria fornita dallo Stato è di 20 milioni
di euro per il 2015 e di 50 milioni di euro per gli anni dal 2016 al 2019, per
un totale di 220 milioni nell’arco del quinquennio: una somma non trascurabile,
ma che indica che probabilmente non tutte le strutture ricettive riusciranno ad
avere accesso al credito. Per richiedere il credito di imposta occorrerà
presentare domanda in via telematica al Ministero dei Beni e delle attività
culturali e del Turismo dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a
quello in cui si sono sostenute le spese. Le risorse economiche a disposizione
saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Le spese per cui è ammesso il credito di imposta sono quelle
sostenute dagli alberghi per ristrutturazioni edilizie che non alterino la
volumetria complessiva o la destinazione d’uso, per restauri e risanamenti
conservativi, per interventi di riqualificazione energetica, per opere di
eliminazione delle barriere architettoniche e per l’acquisto di arredi, mobili,
cucine e attrezzature sportive e per centri benessere. Entro 60 giorni
dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero definirà la procedura
telematica per richiedere il credito d’imposta.







