Un mercato tutto da scoprire, ma ancora con numeri troppi
piccoli rispetto al totale del settore. Il connubio tra startup e turismo, pur
rappresentando un segmento in grande fermento e dalle ampie possibilità, è
rimasto anche nel 2015 fanalino di coda. Secondo le ultime cifre del Ministero
dello Sviluppo Economico sulle imprese iscritte al registro delle startup dal
2012 e fino al mese di marzo di quest’anno, quelle specificamente dedicate alla
valorizzazione del patrimonio storico-artistico-culturale italiano attraverso
l’innovazione tecnologica sarebbero solamente 15 su un totale di 3.796
registrazioni.
Meglio solo dell’agricoltura, secondo quanto riportato dal servizio
di Wired, che ne conta 13. Le cifre del Mise parlano chiaro: a dominare la
scena c’è il settore dei servizi, con 2.800 realtà dedicate a produzioni di
software, servizi di informazione, consulenza scientifica eccetera. Qui una
parentesi è d’obbligo: in questo calderone ricadono ovviamente molte startup
che con il turismo hanno in qualche modo a che fare fornendo appunto strumenti
utili per l’innovazione nel settore. Ma quello che appare chiaro dai numeri che
è arrivato il momento del cambio di passo, la svolta definitiva, perché il
turismo ha bisogno di nuove idee e nuove proposte. Una sfida aperta per il
2016.
Fonte: TTG Italia
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