A un italiano su due piace il turismo sostenibile, lo sceglie
attraverso internet e si dichiara disposto a pagare anche il 10 o il 20 per
cento in più per una vacanza autenticamente rispettosa dell'ambiente. A
sostenerlo è Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Fondazione Univerde,
che oggi a Roma ha illustrato il quinto rapporto “Gli italiani, il turismo
sostenibile e l'ecoturismo” nel corso di Fareturismo, il salone dedicato
all'incontro tra domanda e offerta di lavoro e formazione per il turismo a cui
stanno partecipando in questi giorni oltre 1.500 tra studenti e giovani
professionisti provenienti da tutta Italia.Il rapporto, curato dalla Fondazione
Univerde e da Ipr marketing, evidenzia trend positivi sia per il turismo
sostenibile che per l'ecoturismo.
Uno su due pronto a spendere il 10-20% in più per vacanze
sostenibili
Il 47% degli italiani intervistati, infatti, vede nel vincolo della
sostenibilità un'opportunità di crescita per lo sviluppo di un'area turistica.
Il 54% del campione pianifica una vacanza cercando di scegliere destinazioni,
strutture e mezzi di trasporto che non danneggino l'ambiente. E un intervistato
su due si dichiara pronto a spendere anche il 10 o il 20% in più per le vacanze
sostenibili. Inoltre, l'italiano si informa su internet e considera una
struttura turistica realmente “eco” se utilizza pannelli fotovoltaici, (nel 48%
dei casi) o altri sistemi di risparmio idrico o elettrico (nel 20% dei casi),
se ha la raccolta differenziata (36%) o se offre menù biologici (35%). Nel 72%
dei casi, poi, gli italiani farebbero a meno dell'automobile se la meta fosse
facilmente raggiungibile in treno e nel 47% dei casi ha già optato per questa
scelta in precedenti soggiorni.
Agli ecoturisti interessa anche una agricoltura sostenibile
Gli “ecoturisti”, secondo il Rapporto, chiedono anche un'agricoltura
sostenibile, e preferiscono ristoranti e negozi che offrono prodotti biologici
o a chilometri zero e menù vegani, ma nella maggioranza dei casi solo a parità
di prezzo. E in generale il turista italiano resta sensibile ai danni che il
turismo può arrecare all'ambiente, e che vengono individuati soprattutto nella
cementificazione e nella speculazione edilizia (62%), mentre solo in piccola
parte (il 10%), si individua nel turismo la causa dell'inquinamento. Gli
“ecoturisti” intervistati si dichiarano internauti, perché pianificano i loro
soggiorni in rete. Spesso preferiscono oasi e parchi naturali per la
possibilità di conoscere le tradizioni locali (47%) e per i percorsi
enogastronomici (40%). La maggioranza degli italiani continua a preferire
l'albergo, ma crescono anno dopo anno sia il bed&breakfast e l'agriturismo.
Gli intervistati sembrano maggiormente attratti dalle escursioni a siti
archeologici e borghi antichi e dalla scoperta di tradizioni locali che da
attività sportive. E nel 75 per cento dei casi gli italiani sono consapevoli
che l'attenzione all'ambiente fa crescere e sviluppare l'economia locale.
Fonte: Sole24ore

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