sabato 7 marzo 2015

L’hotel diventa low cost

In principio sono state catene come Ibis o Mercure, antesignane del concetto di alberghi per turismo o business a basso costo ma confortevoli. Oggi i budget hotel cambiano pelle e cercano di incontrare i gusti di un pubblico più esigente. In Europa si contano circa 5.674 strutture pari al 38% del totale (dati di R&D Hospitality). La distribuzione totale di questi alberghi è concentrata prevalentemente (75%) in Spagna, Francia e Inghilterra.
In Italia per il momento è ancora una nicchia. Nella quale si prevedono sviluppi interessanti nel prossimo futuro. Vanno distinti i budget hotel dagli ostelli, anch’essi in fase di evoluzione come quelli della catena Generator.
«Il fenomeno è in continua crescita e segna performance superiori a quelle dell’hotellerie upscale e luxury. I budget hotel, grazie ai contenuti costi di costruzione e di gestione, risultano una soluzione ideale per sviluppatori e gestori che operano in un contesto di mercato caratterizzato da una crisi economica che ha di fatto modificato le esigenze della domanda» dice Giorgio Bianchi, di R&D Hospitality. Molti gli edifici pubblici o legati al patrimonio della Chiesa che trovano una ragione di vita trasformandosi in strutture ricettive. Sono però da valutare i costi di riconversione. «In alcuni casi l’edificio è già predisposto e l’investimento è quantificabile solo in poche decine di migliaia di euro per gli arredi - dice Bianchi -, in altri i costi di riqualificazione sono così elevati da non rendere sostenibile l’investimento». «In Italia il settore dell’hotellerie low cost quasi non esiste - spiega Jean Claude Ghiotti, presidente di B&B Italia -. La nostra società gestisce 235 hotel in Francia, 75 in Germania (dove apriamo 15 strutture all’anno), Polonia, Repubblica ceca, Marocco e presto saremo anche in Spagna per poi approdare nel 2017 in Brasile. In genere nel settore si sviluppano vere e proprie catene, come è già avvenuto in Paesi come Germania, Francia, Usa e Uk. In Italia l’unico prodotto esistente è quello di Ibis». C’è spazio perché chi vola low cost poi cerca strutture alberghieri a poco prezzo, con servizi di base come letto e prima colazione facoltativa. «Al momento abbiamo in Italia una ventina di strutture - continua Ghiotti - e siamo operativi da quattro anni e mezzo. Chi viene da noi spende in media 50-55 euro a camera». A inizio dicembre la catena ha aperto una struttura a Milano, in via Messina, insieme a Castello Sgr che ha agito da investitore. «Ogni volta vediamo come realizzare la struttura e se la ristrutturazione la sosteniamo noi o l’investitore - dice l’intervistato -. Finora in Italia abbiamo investito 200 milioni di euro (35 milioni di euro il giro d’affari ogni anno) e pianifichiamo una serie di aperture: a breve due a Milano, a maggio apriremo a Como, dopo a Palermo. E l’anno prossimo a Bari e Roma». 
Castello Sgr ha oggi in portafoglio sei alberghi di questa categoria, tre al nord e tre nel centro Italia. «Al momento abbiamo investito 37,7 milioni di euro - spiega Giampiero Schiavo, a.d. della Sgr -. È stata una scelta anche per utilizzare immobili in disuso. A Como abbiamo lavorato su un grande immobile in cui c’era la sede del quotidiano locale, La Provincia. Abbiamo spostato la sede del giornale in una porzione dell’edificio mentre la parte davanti sta diventando hotel. Il driver è la scelta di riqualificare immobili sfitti con un investimento più contenuto rispetto a quello per un hotel a cinque stelle. In genere tali strutture rendono intorno al 5-7%, yield di buon livello». E poi si tratta di contratti a medio-lungo termine. Castello ha anche asset alberghieri di lusso tra cui Fonteverde e il resort Chia Laguna che fanno parte della nuova società di management Ihc.
Tra i gruppi attivi nel segmento dei budget hotel c’è anche Meininger, che proprio di recente punta a espandersi in Italia (si veda la scheda in pagina). Altri marchi attivi all’estero sono Premier Inn, Travelodge, Days Inn, Holiday Inn Express e Hampton Inn by Hilton.

Fonte: ilsole24ore

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